AccessMyLibrary provides FREE access to over 30 million articles from top publications available through your library.
Create a link to this page
Copy and paste this link tag into your Web page or blog:
--E possibile che basti cosi poco a dimenticare?
--Basta ancora meno. (Michelangelo Antonioni, L'avventura)
Nel cinema di Mario Martone la memoria ha un ruolo dominante, in termini di ambientazione storico-politica, come per il suo primo lungometraggio Morte di un matematico napoletano (1992) situato negli anni Cinquanta, o in senso personale, come nella messa in scena dei ricordi d'infanzia della protagonista de L'amore molesto (1995). I due poli di pubblico e privato saranno anche la linea di spartizione di questo articolo, con una prima parte dedicata alla (memoria) politica e una seconda parte in cui esaminero l'evoluzione del ricordo di Delia ne L'amore molesto. Per Martone i riferimenti al passato, siano essi storicoideologici o privati, non sono un riflusso di nostalgia, ma piuttosto un pretesto, come ha affermato il regista a proposito dell'ambientazione di Morte di un matematico napoletano, per creare "un'angolazione diversa di osservazione del presente. L'esatto contrario della nostalgia" (Ranucci e Ughi 53-54). Cosi il ricordo del passato "molesto" armonizza Delia con il suo presente, mentre gli accenni all'impegno politico e intellettuale di anni passati mettono in luce come l'attivismo contemporaneo sia in declino e quanto sia necessario per gli intellettuali mantenere alto il coinvolgimento sociale--impegno che per Martone si coniuga a sinistra.
1) Memorie pubbliche: fratture ideologiche tra passato e presente
Morte di un matematico napoletano racconta l'ultima settimana di vita dell'eccentrico scienziato partenopeo Renato Caccioppoli. Il film si apre sulla didascalia del primo maggio 1959. Un uomo ubriaco viene fermato dalla polizia per un controllo dei documenti nella sala d'aspetto della stazione di Roma: e Renato Caccioppoli, professore di matematica all'Universita di Napoli. Renato trascorre gli ultimi giorni della sua vita tra lezioni all'universita, esami che lo annoiano, passeggiate per i vicoli di Napoli, incontri con amici, con il fratello e con la ex moglie, discussioni sul cinema e serate all'opera. L'otto maggio va a trovare in una casa di cura la vecchia zia inferma, figlia dell'anarchico russo Michael Bakunin. (1) Tornato dalla visita, va a ritirare una pistola da una cassetta di sicurezza. Lo trova morto la domestica il mattino del 9 maggio. Don Simplicio, l'assistente di Renato, ottiene dalla curia il permesso per i funerali religiosi. Dopo il funerale, il marchese proprietario del palazzo in cui Renato viveva conclude il film con una nota di pragmatismo: sara necessario ristrutturare completamente l'appartamento per seppellire il ricordo di un suicidio.
Gli anni Cinquanta in cui muore Caccioppoli costituiscono anche l'epoca dei ricordi di Delia bambina ne L'amore molesto. Tale parallelismo temporale crea una possibilita di dialogo extradiegetico tra i due film, tra le lotte di Caccioppoli nel dopoguerra e l'atmosfera della Napoli degli anni Novanta in cui vive Delia adulta. Renato Caccioppoli era non solo uno scienziato brillante e un estimatore d'arte, ma anche un appassionato attivista della sinistra italiana (e nella sua genia vanta di essere nipote dell'anarchico Bakunin), i cui sogni socialprogressisti sono in netto contrasto con il ritorno neo-fascista che si paventa per Napoli nel 1994. Mentre Martone sta girando L'amore molesto, i napoletani devono eleggere il nuovo sindaco della citta e tra i candidati finali spicca la neo-fascista Alessandra Mussolini. Martone ne registra la figura nel film riprendendo manifesti elettorali sui muri di Napoli e un'intervista televisiva (nel prologo nell'appartamento bolognese di Delia) a una donna cui viene chiesto perche votera per Alessandra Mussolini. (2)
Partecipando a una serata che Napoli aveva dedicato a Pier Paolo Pasolini nell'autunno del 1994, Martone commenta le famose epistole a Gennariello contenute nelle Lettere luterane (1976) lamentando il regresso e la "fascistizzazione" della societa italiana contemporanea e sottolineando la necessita di non dimenticare: