AccessMyLibrary provides FREE access to over 30 million articles from top publications available through your library.

Il mito di Giuseppe Parini nelle Ultime lettere di Jacopo Ortis.

Italica

| December 22, 2008 | McMenamin, James F. | COPYRIGHT 2008 American Association of Teachers of Italian. This material is published under license from the publisher through the Gale Group, Farmington Hills, Michigan.  All inquiries regarding rights should be directed to the Gale Group. (Hide copyright information)Copyright

Giuseppe Parini compare come personaggio in quattro opere della letteratura italiana: nelle Ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo del 1817, nell'Operetta morale intitolata Il Parini ovvero della gloria di Giacomo Leopardi del 1824, nelle Confessioni di un italiano di Ippolito Nievo del 1867 e nel romanzo storico Cent'anni di Giuseppe Rovani del 1869. In questi testi, Parini viene raffigurato in situazioni fittizie, spesso in linea con la rappresentazione del vate consolidata dalla critica: da un lato, un intellettuale saggio, umile, moderato e dignitoso; dall'altro lato, un uomo resistente ai dolori fisici provocati da una malattia sfortunatamente impostagli dalla Natura. Il passaggio del personaggio dalla Storia alla Letteratura rivela una personalita decontestualizzata e completamente astorica. Sul Parini delle Ultime lettere, Luigi Russo ha sottolineato le liberta creative prese dal Foscolo nella rappresentazione del poeta milanese:

Il Parini di Jacopo non e il Patini della storia. Il Parini senti forte la dignita di se, come uomo, come individuo (Me non nato a percuotere Le dure illustri porte Nudo accorra ma libero Il regno della morte), ma si tiro in disparte di fronte alle lotte politiche: austriaci o francesi, egli s'inchino, rassegnato e docile all'alterna onnipotenza dei reggitori del suo paese. Ma il Parini delle Ultime lettere e un Patini fortemente alfierizzato e foscoleggiante; il che capita sempre agli uomini di generoso sentire che investono di se stessi anche gli indifferenti o le persone miti, come tutti fossero partecipi della loro accesa passione. I filistei dicono che allora Foscolo falsifica Parini, come De Sanctis falsificherebbe Guicciardini; ma si tratta di una irradiazione della nostra vigorosa soggettivita, quando c'e, in tutta la vita che ci circonda, la quale non puo mai venir soffocata, trattisi di uno scrittore che sia storico o poeta. La storia non e il semplice fatto oggettivo, ma e anche passione che noi immettiamo in quell'oggetto. Il Foscolo frequento il Parini vecchio; nulla di strano che gli abbia prestato un po' del suo sentire. E una ricchezza spirituale che travasa dall'animo di Jacopo, e che arricchisce lo stesso Patini (Russo 90).

In questo passaggio dalla Storia alla Letteratura, esamineremo specificamente le implicazioni degli incontri fra l'Ortis e il Parini dal punto di vista letterario, concentrandoci specificamente sulla creazione del mitico personaggio del vate (1).

Il mito di Parini costruito intorno alla sua personalita nell'Ottocento alimenta la costruzione del personaggio nella nostra letteratura. La sostanza del mito viene informata dall'edizione critica dell'opera pariniana curata da Giuseppe Reina, la piu diffusa e consultata dell'Ottocento. In questo testo, il critico da omaggio al maestro, e la sua interpretazione della vita del poeta si rivela la prima fonte per la costruzione del personaggio nell'ambito della letteratura. Giuseppe Nicoletti specifica in una nota all'edizione da lui curata delle Ultime lettere che "la rappresentazione della personalita pariniana e parsa ai critici sforzata nei suoi termini storici, per essere viceversa sottoposta con una certa enfasi mitografica (gia avviata dalla fortunata prefazione al primo volume delle Opere di Giuseppe Parini pubblicate e illustrate da Francesco Reina, Milano Genio Tipografico, 1801) a un processo di eroicizzazione, divenuto in seguito alimentato di un filone risorgimentale e culminato nelle pagine pariniane di De Sanctis" (Foscolo 1997: 131). Nel testo di Reina, Parini viene descritto come un uomo indebolito dalla malattia, mostrandosi sempre resistente nei confronti del dolore e dell'avversita. Basta leggere il passo sulle debolezze fisiche del vate per notare lo stile altisonante del critico che sara poi riproposto in vari modi da altri scrittori ottocenteschi:

Una strana debolezza di muscoli lo aveva renduto dalla nascita gracile e cagionevole; ma la sua prima giovinezza piena di brio, e di alacrita, non risentissi punto di quegli incomodi, che tanto grave gli rendettero la virilita, e la vecchiaia. A ventun anno soffri egli una violenta stiracchiatura di muscoli, ed una maggiore debolezza; perlocche gambe, cosce, e braccia cominciarongli a mancar d'alimento, ad estenuarsi, e a perdere la snellezza, e la forza si necessarie agli uffizj loro. Credevasi da principio, che il suo andare lento e grave fosse una filosofica caricatura, ma presto si conobbe proceder cio da malattia, la quale crebbe in guisa di togliergli il libero uso delle sue membra. Egli, e pero da avvertire, che tanta era in lui la dignita e maestria del portamento, del porgere, e dello stampar l'orma, che ogni gentile persona era obbligata alla maraviglia, veggendo il suo difetto (Parini vii).

Parini viene eroicizzato quando l'autore contrappone "la dignita e la maestria del portamento" al dolore della malattia che lo affligge. E un pregiudizio dispensabile per la valutazione della sua opera, e quest'immagine caricaturale e la base per ulteriori rappresentazioni che innalzano il personaggio a livelli quasi sublimi. Anche se in modo piu pacato, Foscolo ricorre ad un'immagine analoga quando introduce il dialogo fra Jacopo e Parini:

Jer sera dunque io passeggiava con quel vecchio venerando nel sobborgo orientale della citta sotto un boschetto di tigli. Egli si sosteneva da una parte sul mio braccio, dall'altra sul suo bastone: e talora guardava gli storpj suoi piedi, e poi senza dire parola volgevasi a me, quasi si dolesse di quella sua infermita, e mi ringraziasse della pazienza con la quale io lo accompagnava. [...] Il Parini e il personaggio piu dignitoso e piu eloquente ch'io ro'abbia mai conosciuto; e d'altronde un profondo, generoso, meditato dolore a chi non da somma eloquenza? (Foscolo 1997: 131).

Related articles from newspapers, magazines, journals, and more
Ferrari, Paolo
Reference information from: The Concise Oxford Companion to the Theatre PHYLLIS HARTNOLL and PETER FOUND January 1, 1996 700+ words
...and women of the lower classes. Ferrari's best-known work is La satira e Parini (1856), on the life of the poet Giuseppe Parini, in which the Marchese Colombi is as familiar to Italian audiences as Mrs Malaprop in Sheridan's The Rivals is to English...
For more facts and information, see all results

Source: HighBeam Research, Il mito di Giuseppe Parini nelle Ultime lettere di Jacopo Ortis.

©2009 Gale, a part of Cengage Learning. All rights reserved.
About us | FAQs | Contact us | Privacy policy | Terms and conditions
Other Gale sites: Encyclopedia.com | HighBeam Research | Acquire Content | Books & Authors | Goliath | MovieRetriever | Smart QandA