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Le Essortationi di Lucrezia Marinella: l'ultimo messaggio di una misteriosa veneziana.

Italica

| December 22, 2008 | Benedetti, Laura | COPYRIGHT 2008 American Association of Teachers of Italian. This material is published under license from the publisher through the Gale Group, Farmington Hills, Michigan.  All inquiries regarding rights should be directed to the Gale Group. (Hide copyright information)Copyright

Malgrado l'intensa attenzione critica di cui e stata fatta oggetto negli ultimi trent'anni, la figura di Lucrezia Marinella continua a rimanere sfuggente e per certi versi contraddittoria (1). La parte quantitativamente piu rilevante della sua produzione consiste in opere agiografiche che ne fanno esempio quasi paradigmatico di letteratura della Controriforma. Contrasta con questo apparente conformismo il veemente trattato La nobilta et l'eccellenza delle donne co' diffetti et mancamenti de gli huomini, sorta di summa filogina di particolare fervore e di un certo successo, a giudicare dalle tre edizioni (rispettivamente del 1600, 1601 e 1621). Completano il quadro il dramma pastorale Arcadia Felice (1605), il poema epico L'Enrico, ovvero Bisanzio acquistato (1635) e un manuale di consigli recentemente riscoperto, Essortationi alle donne et a gli altri, se a loro saranno a grado (1645), cui e dedicato il presente saggio (2). Marinella sembra dunque aver esplorato le forme principali della letteratura del suo tempo, con risultati certo alterni ma con una padronanza delle convenzioni di ciascun genere che lascia presupporre intensi studi e rivela consapevolezza di artista. L'abbondanza e varieta della sua produzione presta un qualche sostegno all'enfatica lapide nella chiesa di San Pantaleone a Venezia citata da Girolamo Tiraboschi (e oggi purtroppo scomparsa):

Lucretia Marinella Omni scientiarum genere insignis, Plurimis operibus editis, Ceterarum fama volans Evolavit in Patriam (3).

Le recenti, importanti scoperte di Susan Haskins hanno gettato luce su molti aspetti della vita della scrittrice, permettendo di collocarla nel contesto socio-culturale che le compete. In particolare, la trascrizione e discussione dei documenti relativi al suo matrimonio con Girolamo Vacca e il prezioso inventario dei beni rinvenuti alla morte del figlio Antonio nell'abitazione di Campiello dei Squelini (la stessa in cui aveva abitato ed era morta la scrittrice) permettono di delineare il quadro di un'esistenza piuttosto agiata. Haskins ha inoltre ricostruito la composizione della famiglia, che comprendeva oltre al padre (il noto medico e scrittore Giovanni Marinelli) non due figli, come comunemente ritenuto, ma quattro. Alla stessa Lucrezia e a Curzio, come il padre medico e umanista, vanno aggiunti Diamantina, andata in sposa nel 1594 ad un avvocato di Belluno, e il Reverendo Padre Fra Angelico.

Rimangono tuttora in ombra i dati relativi al percorso seguito dai Marinelli prima dell'arrivo a Venezia. Alcuni documenti d'archivio indicano una possibile provenienza meridionale. Giuseppe Tassini li ritiene originari di Napoli, senza purtroppo fornire informazioni a sostegno della sua perentoria affermazione (4). Si resta nel sud con l'elenco dei medici del Rinascimento stilato da Juliana Hill Cotton, secondo il quale Giovanni Marinelli sarebbe originario di Mola, vicino Bari (5). Certamente una maggiore conoscenza delle vicessitudini di questa singolare famiglia di scienziati e letterati (da notare tra l'altro il mistero assoluto che avvolge la madre della scrittrice) aiuterebbe non solo a ricostruire le circostanze che hanno permesso a Lucrezia di vivere una vita cosi ricca di esperienze artistiche, ma anche a meglio comprendere i cambiamenti di rotta che ne caratterizzano la produzione.

I documenti relativi al matrimonio della scrittrice rivestono particolare importanza in quanto permettono di confermare con certezza quello che finora era solo ipotizzabile, e cioe che la lunga pausa nella sua produzione abbia coinciso con il matrimonio e, presumibilmente, con la nascita dei due figli (6). Sposatasi nel 1607 dopo aver dato alle stampe nove opere nel giro di undici anni (dal 1595 al 1606), Marinella avrebbe pubblicato solo tre lavori nei quarantasette anni successivi. Piu precisamente, ad un silenzio di diciotto anni avrebbero fatto seguito tre libri molto diversi tra loro: una vita di Santa Caterina da Siena (De' Gesti heroici, e della vita maravigliosa della Serafica Santa Caterina da Siena, 1624), il gia citato poema epico sulla quarta crociata (Enrico ovvero Bisanzio acquistato, 1635) e un manuale di consigli, le Essortationi alle donne et a gli altri, se a loro saranno a grado (1645), che varra la pena di esaminare piu da vicino.

Spetta a Francoise Lavocat il merito di aver fatto luce sull'esistenza di questo lavoro, sopravvissuto, per quanto mi risulta, in sole due copie (7) e sfuggito persino all'acribia di Girolamo Tiraboschi. Dedicato all'ambasciatore spagnolo presso la Serenissima, il volume fu pubblicato a Venezia come tutte le altre opere di Marinella ma da un editore, Francesco Valvasense, che al contrario non aveva mai prima di allora dato alle stampe opere della scrittrice. Solo un anno prima, nel 1644, Valvasense aveva pubblicato l'Antisatira di Arcangela Tarabotti, (8) e la sua propensione per soggetti controversi avrebbe di li a poco attratto l'attenzione delle autorita (9). Numerosi refusi e alcuni errori di impaginazione rivelano una certa approssimazione, evidente soprattutto in rapporto alla cura che aveva contraddistinto i lavori precedenti della scrittrice. Con nove capitoli dedicati tra l'altro al ruolo della donna, al matrimonio e all'educazione dei figli, questo volume di trecento pagine sembra costituire un esempio tipico della precettistica secentesca. Esso assume un valore particolare, pero, nel contesto delle opere di Marinella, in quanto ultimo e per certi versi sconcertante lavoro di una scrittrice distintasi in passato per le sue posizioni anticonformiste in materia di rapporti tra i sessi.

Nel presentare la sua ultima fatica, Marinella dice di non aver

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