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Notizia biografica: Guido Chiesa nasce a Torino nel 1959. Dopo aver compiuto gli studi di Storia del Cinema all'universita di Torino, nel 1983 si trasferisce negli Stati Uniti dove comincia la carriera cinematografica lavorando in film di Jim Jarmusch (Stranger Than Paradise, Down by Law), Amos Poe, Michael Cimino e Nicholas Roeg. Tornato in Italia, nel 1992 presenta il suo primo lungometraggio, Il caso Martello, alla Mostra del Cinema di Venezia. A fine anno il film viene premiato con la Grolla d'oro come migliore film d'esordio. Nel 1994 esce Babylon che vince il premio Fipresci della Critica Internazionale a Torino e partecipa a 17 festival internazionali. Nel 1999 il film documentario Non mi basta mai, girato assieme a Daniele Vicari, vince il premio Cipputi al Festival di Torino. Il partigiano Johnny viene presentato al Festival di Venezia nel 2000 e lo stesso anno vince a Stoccarda il premio della giuria. Lavorare con lentezza, scritto in collaborazione con i Wu Ming, e stato presentato a Venezia nel 2004, dove ha vinto il premio Mastroianni per i migliori attori esordienti. Nel 2005 Lavorare con lentezza si e inoltre aggiudicato la prima edizione del Festival del Cinema Politico di Barcellona, vincendo sia il premio della giuria che il voto del pubblico.
Tra i numerosi documentari spiccano Materiale resistente (1995, co-diretto assieme a Davide Ferrario), La memoria inquieta (1995), Volare (1998), Una questione privata: vita di Beppe Fenoglio (1998), Provini per un massacro (2000), Alice e in paradiso (2002) e Sono stati loro: 48 ore a Novi Ligure (2003). Chiesa ha pubblicato inoltre libri di cinema e musica, ha scritto per diverse testate giornalistiche ed e stato redattore della rivista musicale Rumore.
Questa intervista si e svolta il 16 aprile 2005 a Chapel Hill, NC, dove il regista era stato invitato a presentare la prima americana di Lavorare con lentezza e a partecipare alla venticinquesima edizione della conferenza dell'American Association for Italian Studies (AAIS). Ulteriori scambi, qui riportati, tra Guido Chiesa e Clarissa Clo si sono tenuti tramite corrispondenza elettronica durante l'autunno del 2005.
INTERVISTA
Clo: Innanzitutto vorrei chiederti di parlare un po' dell'esperienza sia del documentario che del film su Radio Alice.
Chiesa: Da che punto di vista?
Clo: Da dove e partita l'idea di lavorare su Radio Alice, che e un'esperienza importante, e che se non e proprio sconosciuta ai piu, non e nemmeno certo mai stata nelle conversazioni quotidiane, ne nella cultttra italiana in generale. Insomma, non se ne e parlato spesso dopo quegli anni. E ancora se ne discute poco in maniera costruttiva. Leggevo sul sito ufficiale del film un articolo dei Wu Ming sugli anni Settanta, in cui sostengono, e io concordo, che quegli anni sono stati "colonizzati" nella storiografia italiana dal terrorismo, e pare che non ci sia stato altro. Invece a me interessa molto l'aspetto creativo, perche penso che la politica emerga anche meglio attraverso la cultura. Allora, scrivono i Wu Ming, quando si parla di revival di quegli anni, che oggi va molto di moda, o si parla di terrorismo, o si parla dei film di Alvaro Vitali, che vanno anche bene, ma costituiscono degli estremi. Invece quella di Radio Alice e un'esperienza importante, che secondo me e ancora utile non solo per la mia generazione, ma anche per generazioni precedenti e successive. Volevo capire qual e stato il tuo percorso nei confronti di questa vicenda e poi il tuo volerci ritomare dopo tma storia lavorativa aile spalle di interessi nei confronti della Resistenza in Emilia, ma non solo.
Source: HighBeam Research, "Lavorare con impegno" il cinema tra musica, documentario e politica...