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Con desiderio di vedervi uomini virili, e non timorosi governatori della citta propria e della citta prestata. (Caterina da Siena, Lettera CXXIII, Vol. II, 297)
E' proprio dei grandi personaggi vivere con intensita il dramma del loro tempo e, insieme, proporre delle soluzioni che lo trascendono, in quanto dotate di validita universale. Cosi e stato per Caterina Benincasa: le sue massime politiche, estratte da lettere indirizzate a papi, a cardinali, a re e regine, a principi e condottieri, a vescovi e politici, costituiscono un lascito per sempre e possono orientare l'impegno politico e sociale degli uomini di ogni epoca.
Sul finire del XIV secolo, uno dei piu cupi del Cattolicesimo, per alcuni anni, una ragazza semplice, di una famiglia del popolo, emerge come una delle figure piu potenti e illuminanti della Chiesa e della civilta del tempo. Il paradosso di una giovane, Caterina Benincasa, ventiquattresima figlia di tintori di Siena, che non sa ne leggere ne scrivere, ma che verra proclamata Dottore della Chiesa, e il piu provocatorio per i teologi e i sapienti di questo mondo. Il suo nome e giunto spesso avvolto da un alone di santita che la nasconde alla vista e impedisce, o non sempre permette di cogliere, l"humus' profondo di cui si arricchisce la sua personalita umana, ricca di forza e coraggio e tale da renderla presenza femminile unica nella storia dei suoi tempi. Cosi Edmund Gardner ne parla: "... one of the most wonderful women that ever lived. The successor of Dante in the literature and the religious thought of Italy, the connecting link between St. Francis of Assisi and Fra Gerolamo Savonarola ..." (Gardner, VII). Se prendiamo in esame le fonti biografiche di Caterina, non possiamo non rilevare che esse riflettono la mentalita caratteristica degli agiografi medievali, Il loro scopo principale era quello di edificare i lettori, presentando modelli viventi con i quali Dio poteva compiere, senza alcun impedimento da parte dell'umano, i fatti piu straordinari. La fonte principale della vita di Caterina la Legenda Major, scritta nel 1398 dal suo confessore e discepolo Raimondo da Capua, il quale non si allontana nella sua scrittura dalla posizione degli scrittori medievali sopra menzionata, e cosi facendo esagera la passivita di Caterina, trascurando o minimizzando il fattore umano e il profondo e ricco contributo personale di lei. L'avventura di Caterina e tutta straordinaria, ma non tanto per l'aspetto miracoloso della sua vita, dei fatti esterni chela circondano, quanto piuttosto per la ricchezza di quella sostanza intima, tutta umana di cui s'impregna la sua personalitfi e la cui comprensione offre la chiave per l'interpretazione del suo agire e della sua opera.
Nasce a Siena nel 1347. E' una ragazza dalla salute cagionevole--morira appena trentenne--tormentata dalla madre che vuole farla maritare e in seguito dagli ecclesiastici che inizialmente la sospettano perfino di eresia, fino al punto di porla sotto inchiesta. L'agiografia raccontera nei secoli successivi delle sue nozze mistiche con Cristo e della grazia delle stigmate da lei ricevute a Pisa il 1 aprile 1375. Eppure per chi la incontrava per le strette vie della sua cittfi, era una ragazza come tante, ma con un'umanita prorompente chela portava giorno e notte ad assistere moribondi, appestati, galeotti con la tenerezza di una madre o di una sorella. E' proprio per questa sua intensa azione di carita e di direzione spirituale che la fama del suo nome presto si sparse. Uomini politici ed intellettuali cominciarono a raccogliersi intorno a lei e lei li incitava senza mezzi termini: "Se sarete quello che dovete essere, porterete il fuoco in tutta Italia!" (Lettera CCVII, Vol. III, 268) Il nome di Caterina, inizialmente, richiama alla mente la sua non comune attivita sociale, piu che i suoi scritti. Eppure e il primo nome di donna che incontriamo nella nostra letteratura. E' soprattutto dai volumi delle Lettere infatti, indirizzate a destinatari piu diversi che noi possiamo cogliere i fondamenti di quello che e stato definito "il santuario della sua personalita umana" (Anodal, 8). La via da percorrere per avvicinarsi ad esso e penetrarne l'intimo e piu veto significato e l'analisi dell'espressione, indirizzata a cogliere l'essenza di…